Ora focus su emergenza abitativa e socio-sanitario
Contrattazione sociale: i risultati del 2024 e le linee guida 2025
L’impegno più consistente è quello riguardante la contrattazione con i Comuni. Lo scorso anno i Sindacati hanno incontrato 89 amministrazione comunali su 94, arrivando alla firma di 80 accordi
89 incontri, 80 accordi con i Comuni trevigiani, un accordo provinciale sulle tariffe Savno, 6 incontri con la rete degli sportelli Urp, 3 con la direzione della Ulss 2, un accordo con l’Associazione dei Comuni della Marca e Bim Piave P.A. È il quadro 2024 della contrattazione sociale svolta sul territorio, consolidato percorso di confronto partecipato e condiviso tra Cgil, Cisl e Uil e Sindacati dei Pensionati Spi, Fnp e Uilp e gli enti locali, che nel corso degli anni ha contribuito alla tenuta della coesione sociale, al contenimento della pressione fiscale, al mantenimento dei servizi di welfare territoriale, alle iniziative di investimento in infrastrutture pubbliche e alla salvaguardia del territorio-ambiente, pur in presenza di una continua diminuzione dei trasferimenti da parte del Governo centrale. I risultati della contrattazione portata avanti nel 2024 e le nuove linee guida per l’anno in corso sono state presentate questa mattina, 1° aprile, nella sede trevigiana della Cisl.
LA FOTOGRAFIA – Riguardo all’Irpef, raccogliendo le istanze rappresentate delle Parti Sociali, negli ultimi anni sono aumentati gli enti che applicano l’addizionale con aliquote differenziate per scaglioni di reddito e prevedono anche una soglia di esenzione: oggi il 40% dei Comuni applica l’aliquota progressiva per scaglioni di reddito. Sono aumentati anche quelli con soglia di esenzione maggiore di euro 10.000 (+ 8), mentre sono diminuiti quelli che applicano un’aliquota unica senza soglia di esenzione (-6). Il 68% dei Comuni nel 2024 ha applicato l’esenzione Irpef ai redditi nella fascia tra 8.000 a15.000 euro. La soglia di esenzione più facilmente adottata è quella prevista per i redditi fino a 10.000 euro, presente in 22 comuni (23,40%). L’esenzione da 10.001 a 13.000 euro è stata adottata da 21 Comuni (22,34%). L’esenzione fino a 15.000 da 15 Amministrazioni. In 3 Comuni l’esenzione Irpef è stata portata a 16.000 euro (Treviso, Trevignano e Monastier). Solo Fregona non applica l’addizionale. Il 29% dei Comuni è ancora senza esenzione, ma con l’anno successivo, in base ai nuovi bilanci, i sindaci si sono impegnati a elevare l’asticella Irpef.
Per quanto riguarda la spesa sociale, i Comuni che hanno speso di più nel 2024 sono stati Conegliano, Pieve del Grappa e Treviso; quelli che hanno speso meno Motta di Livenza, Chiarano e Moriago. Treviso è al primo posto per spese per interventi per soggetti a rischio esclusione sociale, Fontanelle all’ultimo. Sul diritto alla casa, va segnalato che 38 Comuni non investono risorse in questo tipo di interventi.
Riguardo alle forme di cooperazione intercomunale, il sistema delle convenzioni è forse il più diffuso: i Comuni – e non solo quelli più piccoli – spesso stipulano convenzioni con altri Enti per acquisire dei servizi da erogare ai propri cittadini in termini più efficienti ed economici.
In una fase storica segnata dalla pesante perdita del potere d’acquisto e dall’aumento delle povertà, ma anche dal calo demografico e di attrattività del territorio, dalle difficoltà legate all’abitare e dalle trasformazioni in atto nel sistema socio-sanitario, sono molti gli ambiti di azione in cui si colloca la nuova piattaforma sindacale, che ha l’obiettivo d’indirizzare le scelte di finanza pubblica, al fine di condividere interventi di tutela sociale per il benessere della comunità, per la tenuta del welfare e dei servizi, per il sostegno concreto alle componenti più fragili della popolazione e per la promozione dello sviluppo sostenibile.
LA NUOVA PIATTAFORMA – Al centro delle proposte di Cgil, Cisl e Uil le politiche tributarie dei Comuni e la tassazione locale, con la spinta per la progressività dell’Irpef e per l’aumento del valore dell’esenzione, l’impegno contro l’evasione fiscale, l’obiettivo dell’estensione delle tariffe sociali alle famiglie con ISEE fino a 15.000 euro, come elemento più equo e semplificato di accesso ai servizi.
Sotto la lente anche il tema degli organici dei Comuni, da anni in difficoltà per la carenza di personale e una dotazione sottostimata rispetto alle necessità delle amministrazioni (mediamente -15%) per garantire il funzionamento e la qualità dei servizi e la questione delle fusioni fra Amministrazioni, percorso virtuoso per ottimizzare risorse e migliorare i servizi alla collettività.
Molti i fronti aperti in ambito socio-sanitario e di servizi alla famiglia, sfere profondamente connesse con la situazione demografica della provincia: l’aumento dell’età della popolazione da un lato e la denatalità dall’altro, impongono riflessioni accurate sulle politiche locali per rispondere ai nuovi bisogni socio-assistenziali di una popolazione sempre più anziana, così come agli investimenti in servizi per la famiglia e di supporto alla genitorialità.
La riorganizzazione dei servizi sociali tramite la creazione degli Ambiti Territoriali Sociali (ATS), che diventeranno i punti di riferimento per la programmazione e la gestione dei servizi socio-assistenziali e dovranno garantire i Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali (LEPS) coinvolge direttamente le organizzazioni sindacali, in prima linea per contribuire attivamente alla ridefinizione dei servizi sociali con l’obiettivo comune di garantire una omogenea gestione territoriale in tutta la provincia di Treviso. Per Cgil, Cisl e Uil è necessario attivare tavoli permanenti per valutare proposte e criticità, così come è necessario affrontare da subito la grave carenza di medici di medicina generale e i programmi di realizzazione degli Ospedali e delle Case di comunità, nella convinzione dell’importanza di investire nel Sistema sanitario nazionale come strumento principe di tutela del diritto universale alla salute.
Un altro tema centrale della nuova piattaforma di confronto è l’emergenza abitativa, che ormai non riguarda più solamente le parti più fragili della popolazione - anziani, monoreddito, famiglie immigrate - ma coinvolge anche quella che una volta si definiva la classe media, e al contempo giovani e lavoratori che rinunciano a lavorare nella Marca per l’impossibilità di trovare una casa in affitto. Sui Comuni i Sindacati, partendo dalla richiesta di informazioni circa il patrimonio in uso, spingono per individuare e condividere possibili soluzioni per ottimizzare l’utilizzo di queste risorse a beneficio della collettività.
Infine, un approfondimento sulle opere pubbliche e sulle comunità energetiche rinnovabili, con la richiesta ai Comuni di valutare progetti per realizzare Comunità Energetiche Rinnovabili con l’amministrazione come capofila.
Uffici Stampa
Visentin Mauro
Segretario Generale CGIL TREVISO
Biscaro Vigilio
Segretario Generale SPI CGIL Treviso