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COMUNICATO STAMPA

Comunicati Segreteria - 15/09/2011

Ricerca della Cgil trevigiana sugli enti locali.
Giù autonomie e risorse, Treviso perde 16 milioni in 10 anni
.
Vendrame: "Via i servizi oppure più tasse e compartecipazioni alla spesa pubblica. Sulle Province assistiamo ad una colossale beffa, una vera presa in giro ai danni dei cittadini".
"Si è presentato agli elettori come il governo delle riforme, in particolare quella sul federalismo, ai fatti si sta dimostrando l'esecutivo che porterà alla rovina gli enti locali.
E di federalismo vero non c'è traccia
".

Lo ha detto oggi Giacomo Vendrame, responsabile delle politiche degli enti pubblici per la segretarie della Camera del Lavoro di Treviso, che ha curato una ricerca dell'Ufficio Studi della Cgil provinciale sui tagli ai bilanci delle Autonomie locali che verrà illustrato domani nel corso della manifestazione che la Cgil ha organizzato in Piazza dei Signori a Treviso, con inizio alle ore 9, per protestare contro le misure contenute nel decreto che sarà sottoposto al voto di fiducia della Camera.

"Da meno tasse per tutti - ha puntualizzato Vendrame - siamo approdati al meno servizi e più imposte locali per tutti e soprattutto per i più deboli. Per questo la risposta dei sindaci al decreto in votazione alla Camera domani dovrebbe essere ferma e dura; invece assistiamo allo sfilarsi partigiano dei primi cittadini della Lega e del Pdl, per i quali gli ordini di scuderia sono evidentemente più importanti del mandato che hanno ricevuto dagli elettori dei loro Comuni".

La ricerca mette in evidenza due dati significativi: il taglio e quindi la diminuzione delle risorse finanziarie e la riduzione dell'autonomia finanziaria. La netta flessione di questa seconda corrisponde, in provincia di Treviso a percentuali elevate, con punte di meno 11,6% a Mogliano, -11% a Roncade e - 6% a Treviso.
Per il capoluogo, inoltre, negli ultimi dieci anni si è assistito ad un vero e proprio salasso di risorse, con una riduzione delle entrate correnti pari a 16 milioni di euro, di cui quasi 3 milioni e 719 mila euro sono i tagli dei trasferimenti tra il 2010 e il 2011. "O assisteremo all'estinzione dei servizi locali - ha ribadito il responsabile politiche enti pubblici della Cgil trevigiana - o inesorabilmente vedremo innalzarsi le imposte locali o aprirsi nuovi spazi di compartecipazione alla spesa. Comunque la si metta è un netto peggioramento per i cittadini.
E in alcune situazioni, ad esempio sanità e assistenza, si apre la porta al mercato, con tutto ciò che questo comporta".

"Sugli enti locali - ha attaccato Vendrame - siamo alla farsa.
C'è una legge, che si vorrebbe costituzionale, per la cancellazione delle Province ma si è anche già trovata la via d'uscita: l'ente territoriale intermedio, che il presidente della Provincia di Treviso Muraro ci dice sarà "elettivo". Insomma, ci stanno prendendo in giro: hanno trovato un modo per salvare la casta locale e la sua cortigianeria di consorzi, enti di gestione e partecipazioni partitiche alla multiutilities. Senza tagliare di un euro costi che non sono solo quelli delle strutture burocratiche, ma piuttosto quelli fagocitati dalla politica e dalle sue clientele. La nostra proposta è nettamente alternativa: la Regione svolga nel territorio, attraverso dipartimenti amministrativi e non istituzioni e cariche elettive, i compiti delle Province e si provveda non tanto alle unioni di Comuni, quanto all'accorpamento di quelli più piccoli". La ricerca dell'Ufficio Studi della Cgil mette infatti in luce come i costi dei municipi cali in maniera più che proporzionale al crescere del numero di cittadini, fino alla soglia dei 30 mila residenti.

"Invece di consigli comunali che decidono di nulla - ha concluso Vendrame - si avrebbe la razionalizzazione dell'apparato amministrativo, servizi migliori e costi più bassi. Ai primi cittadini, i cui Comuni vengono massacrati dalle politiche del governo, chiediamo uno scatto, non in nome della politica di parte ma della gente che rappresentano. Noi domani saremo in piazza a manifestare contro questa manovra-sfascio, mi chiedo i sindaci, soprattutto i leghisti, che cosa intendano fare".

Ufficio stampa