
La crisi abitativa colpisce tutti: lavoratori e lavoratrici, pensionati, famiglie. Gli sfratti di oggi sono la punta di un iceberg che il Sindacato denuncia da tempo
Via Pisa, CGIL: “Bomba sociale annunciata. Servono risposte immediate e una politica della casa che non lasci le famiglie sole di fronte al mercato”
La CGIL di Treviso interviene sugli sfratti eseguiti questa mattina in via Pisa, dove cinque famiglie, alcune con figli piccoli, sono state allontanate dalle proprie abitazioni. Quanto accaduto non è un episodio isolato: è la manifestazione più visibile e drammatica di una crisi abitativa strutturale che da anni attraversa Treviso e l’intero Paese, e che la CGIL ha più volte denunciato, partecipando ai sit-in organizzati in tutto il territorio proprio per tenere alta l’attenzione su un problema che non riguarda solo chi è in emergenza, ma l’intera collettività.
Il problema della casa a Treviso, e non solo nel capoluogo, colpisce trasversalmente: lavoratrici e lavoratori, pensionate e pensionati, famiglie monoreddito, persone single, studentesse e studenti, madri e padri separati. Colpisce anche chi ha un reddito medio, schiacciato da affitti sempre meno economicamente sostenibili. Le ricadute non si limitano alla sfera personale: un potere d’acquisto eroso dai costi dell’abitare deprime i consumi, comprime la qualità della vita e incide sull’intero sistema socio-economico del territorio. Inoltre, quando gli immobili finiscono in mano a fondi, sono interessi privati a dettare le regole, senza tutele per chi abita, senza attenzione per le storie familiari, senza rispetto per l’interesse collettivo della città.
“La situazione degli affitti a Treviso è fuori controllo e i dati lo confermano: i canoni di mercato sono ormai inaccessibili per una quota crescente di famiglie, compresi nuclei con reddito regolare - spiega Deborah Marcon, segretaria provinciale del SUNIA Treviso - Le liste d’attesa per gli alloggi ERP sono lunghissime e il patrimonio pubblico disponibile è del tutto insufficiente rispetto alla domanda. Eppure, a Treviso, e non solo, la quantità incredibile degli alloggi sfitti o inabitabili è sotto gli occhi di tutti. Si tratta di un patrimonio che potrebbe essere recuperato e restituito alle famiglie se solo ci fossero la volontà politica e le risorse per farlo. Il Piano Casa del Governo non inverte questa tendenza: le risorse stanziate consentiranno di recuperare meno della metà degli alloggi promessi, i tempi di attuazione sono incompatibili con l’emergenza di oggi e la vendita di patrimonio ERP a prezzi di mercato rischia di ridurre ulteriormente l’offerta pubblica proprio mentre la domanda cresce”.
“Quanto successo questa mattina in via Pisa è l’esito prevedibile di anni di inerzia istituzionale a tutti i livelli, comunale, regionale e soprattutto nazionale - spiega Sara Pasqualin, segretaria generale della CGIL Treviso - Non possiamo accettare che famiglie con bambini vengano messe in strada nell’interesse di un fondo immobiliare. Chiediamo al Comune di Treviso di attivare immediatamente gli strumenti previsti dalla normativa regionale per l’assegnazione in emergenza abitativa. Chiediamo che il tavolo in Prefettura del 24 giugno si traduca in azioni concrete e misurabili. Chiediamo alla Regione Veneto di fare la propria parte: il diritto alla casa è un diritto fondamentale, e come tale va tutelato con strumenti pubblici adeguati, non affidato alle sole logiche del mercato. Via Pisa non è un’anomalia: è il volto più acuto di una crisi che già oggi colpisce migliaia di famiglie nella Marca”.
La convocazione del Consiglio Territoriale per l’Immigrazione in Prefettura, fissata per il 24 giugno con all’ordine del giorno la costituzione di uno Sportello di supporto alla ricerca di alloggio per le lavoratrici e i lavoratori migranti, è un segnale positivo, ma non sufficiente. È necessario che da questo tavolo vengano prodotte risposte concrete per chi è già senza casa oggi.
Ufficio Stampa
Marcon Deborah
Segretaria provinciale SUNIA Treviso
Pasqualin Sara
Segretaria Generale CGIL TREVISO