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COMUNICATO STAMPA

Comunicati Segreteria - 03/02/2012

La CGIL di Treviso raccoglie l'appello-denuncia dell'ANCE. Il sistema è malato.
Edilizia, Barbiero: "Un Patto per sbloccare il mercato".

Il Sindacato: "Banche e imprenditori rivedano le proprie politiche per andare verso il calmieramento dei prezzi delle abitazione e ristabilire il valore reale degli immobili".

Un Patto tra gli istituti di credito della Marca, imprenditori edili e Amministrazioni locali: questo è quello che ci vuole per calmiere i prezzi del mercato immobiliare e sbloccare le centinaia di migliaia di invenduti della provincia, risollevando il settore e dando risposta al bisogno abitativo delle nostre famiglie trevigiane.
Lo ha detto oggi Paolino Barbiero, segretario generale della CGIL di Treviso, raccogliendo la denuncia dell'ANCE che stima in 700mila gli immobili invenduti nella provincia di Treviso e punta il dito contro la bolla speculativa che ha visto imprenditori e commercianti di altri settori riciclarsi come costruttori inquinando il mercato ora altamente depresso.

L'ANCE denuncia una speculazione selvaggia compiuta ai danni del mercato e, aggiungerei, del territorio.
Ben venga l'autocritica fatta dall'associazione di costruttore della Marca, ora però fuori i colpevoli: solo i costruttori improvvisati? – domanda provocatorio il segretario generale della CGIL di Treviso.
Le banche e i Comuni hanno giocato la propria parte. Il sistema bancario è stato, in realtà, protagonista indiscusso di questa speculazione e se oggi, con responsabilità, vuole aggiustare le cose prima che salti tutto per aria dovrà rimettere mano ai propri conti e alle proprie politiche, e favorire l'accesso ai mutui.

Anche le Amministrazioni trevigiane hanno partecipato da protagonisti nel creare un sistema malato.
I Piani regolatori – ha precisato Barbiero - sono stati, infatti, varati dai nostri Comuni che hanno visto nell'edilizia il principale finanziatore, politica a parte, della capacità di spesa del Comune. E adesso, a bocce ferme, non ce la fanno più a campare senza la possibilità di introiettare nuovi oneri urbanistici per far girare le cose, quando si sapeva, per giunta, che non vi era nessuna esplosione demografica in vista, anzi la poca crescita è data solo dalla popolazione straniera. In aggiunta a queste degenerazioni anche la Tremonti Bis ha contribuito non poco a drogare il mercato non residenziale.

È impossibile tornare indietro, con un mercato delle costruzioni in forte recessione e un parco immobili fermo.
La soluzione – ha concluso Barbiero - è quella di stipulare un Patto tra credito, amministrazioni locali, imprenditori e futuri compratori per rimettere gli immobili sul mercato a un prezzo "scontato", un prezzo calmierato che possa permettere alle nuove famiglie l'accesso al credito: mutui più brevi e con rate più basse.
Bisogna, insomma, invertire la rotta per ridare un valore reale alle abitazioni, scorporando dal prezzo quella parte speculativa cresciuta nel tempo e sgonfiando quegli attivi virtuali che fanno capo agli istituti di credito. Tutto questo al fine di creare ricchezza vera, non soggetta alle leggi del mercato, e favorire politiche abitative virtuose, capaci di far girare l'economia e la liquidità nel territorio".

Ufficio Stampa HoboCommunication