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Pensioni: tutte le novità per il 2026 (e i prossimi anni)

Informazioni Patronato Inca - 02/02/2026

Come si va in pensione nel 2026 e cosa succederà nei prossimi anni?

Di seguito una sintesi delle principali opzioni pensionistiche in essere: come ogni anno, infatti, la Legge di Bilancio è intervenuta sulla materia previdenziale, con non poche novità negative per chi è prossimo alla pensione.

Ultimo aggiornamento, 02/02/2026 h 10:00

Di seguito si riportano le principali informazioni e opzioni per andare in pensione nel 2026, riassunte anche nella tabella in allegato. Si ricorda che le informazioni hanno carattere generale e ogni caso va valutato individualmente: per verificare la tua posizione e procedere con l'eventuale domanda, rivolgiti alla CGIL. Chiama il numero 0422 4091 - tasto 3 o invia una email a treviso@inca.it (oggetto, nome, cognome, telefono) e fissa un appuntamento al Patronato INCA.


Principali novità Legge di Bilancio

  • ELIMINATE le opzioni di flessibilità in uscita “Quote” e “Opzione Donna” e la possibilità, nel contributivo, di raggiungere l’importo soglia “sommando” pensione pubblica e previdenza complementare;
  • TAGLIATE le risorse per i pensionamenti dei “precoci” e mansioni “usuranti”
  • PROROGATA SOLO la flessibilità in uscita “Ape Sociale”, riservata ad alcune categorie di lavoratori
  • Dall’1/7/2026, previdenza complementare:
    • iscrizione automatica a un fondo di previdenza complementare per i lavoratori del privatoassunti per la prima volta, con possibilità di rinuncia entro 60 giorni;
    • per tutti, al momento della pensione, maggiore flessibilità e opzioni per ricevere il capitale accumulato
  • Dal 2027, salvo modifiche:
    • adeguamento dell’età pensionabile all’aspettativa di vita: + 1 mese dall’1/1/2027 e + 2 mesi dall’1/1/2028
    • erogazione TFS dipendenti pubblici in pensione per limiti di età/ servizio ridotto a 9 mesi (prima 12),applicato solo alla prima rata se erogabile in tre tranche, ovvero in caso di TFS oltre 50.000 €

 

Ape Sociale

Misura prorogata con adeguamento del requisito anagrafico e importo erogato fino a un massimo di €1.500 mensili per i primi 12 mesi di assegno. L’opzione è riservata a lavoratori privi di una pensione diretta in Italia o all’estero, in particolari situazioni soggettive e/o appartenenti ad alcune specifiche categorie:

  • lavoratori disoccupati (a seguito di licenziamento, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale), o a seguito della scadenza di un contratto a tempo determinato, ma con almeno 18 mensilità nei 3 anni precedenti;
  • lavoratori occupati che assistono da almeno 6 mesi il coniuge, l’unito civilmente o un parente convivente di I grado con handicap grave o di II grado se senza familiari in grado di assisterlo;
  • lavoratori invalidi civili con invalidità almeno al 74%;
  • lavoratori impiegati in lavori gravosi per almeno 6 anni negli ultimi 7, oppure 7 negli ultimi 10 antecedenti la decorrenza della pensione.

Si va in pensione a 63 anni e 5 mesi d’età con:

  • 30 anni di contributi (disoccupati, caregiver, invalidi oltre il 74%);
  • 36 anni di contributi per lavori gravosi;
  • 32 anni di contributi per gli operai edili (CCNL Edilizia e Affini).

È necessario maturare i requisiti entro il 31/12/2026. Le domande vanno presentate entro il 31 marzo o il 15 luglio e comunque non oltre il 30 novembre. Per le donne il requisito contributivo è ridotto di 12 mesi per ogni figlio, con il limite massimo di 2 anni.

Pensione di vecchiaia

Fino a tutto il 2026 si va in pensione con 67 anni di età e 20 anni di contributi. Nel calcolo contributivo la soglia di accesso della pensione è di 1 volta l’importo dell’assegno sociale. In alternativa, a prescindere dall'importo soglia, si va in pensione a 71 anni di età e 5 anni di contribuzione effettiva.
 

Pensione di anticipata

Con il calcolo retributivo/misto si va in pensione a prescindere dall’età anagrafica con 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne e 41 anni per i lavoratori precoci, ma con finestra mobile di 3 mesi.

Con il calcolo contributivo, si va in pensione sempre con 64 anni d'età, 20 anni di contributi e una finestra mobile di 3 mesi; la soglia di accesso della pensione è di 3 volte l'importo dell'assegno sociale (per le donne: 2,8 con un figlio e 2,6 con due o più figli).


Si ricorda inoltre che dal 2025:

  • Modifica dei “coefficienti di trasformazione” per il calcolo delle quote contributive della pensione: a parità di condizioni (contribuzione, età, ecc.) chi va in pensione dal 1° gennaio 2025 avrà un assegno inferiore a chi ci è andato a dicembre 2024 (circa 2-3%).

  • Modifica del sistema di calcolo delle pensioni anticipate per alcuni settori pubblici (enti locali, sanità, scuole comunali dell’infanzia, ecc.): riduzione degli importi – dal 01/01/2024 chi matura i requisiti con un’anzianità contributiva inferiore a 15 anni al 31/12/1995, per quegli anni ha una riduzione di 10-40 € al mese – e introduzione di una finestra di attesa che passerà dai 3 mesi del 2024 ai 9 mesi dal 2028 in poi. 

     

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