
Controlli dei Carabinieri nelle vigne di Refrontolo, Pieve di Soligo, Sarmede e San Pietro di Feletto, FLAI CGIL: in provincia il problema dello sfruttamento e dell’irregolarità nel lavoro agricolo è tutt’altro che marginale
“Quanto emerso dai controlli durante la vendemmia, con lavoratori trovati a lavorare in nero e tre imprese sospese, conferma che nella nostra provincia il problema dello sfruttamento e dell’irregolarità nel lavoro agricolo è tutt’altro che marginale – punta il dito Federica Panebianco, segretaria provinciale FLAI CGIL di Treviso –. Come Sindacato lo denunciamo da tempo e i 25 esposti presentati alla Procura di Treviso in poco più di un anno ne sono un elemento concreto. A questo si aggiunge un fenomeno nuovo che abbiamo riscontrato proprio durante questa vendemmia: il ricorso a subappalti di manodopera, sul quale abbiamo chiesto che venga fatta chiarezza”.
“Per questo continuiamo a dire che non basta intervenire quando il lavoro nero e lo sfruttamento vengono scoperti – continua Federica Panebianco –. Servono prevenzione, controlli e strumenti capaci di governare il mercato del lavoro agricolo e prevenire l’irregolarità: dall’incrocio tra manodopera e fabbisogni reali delle aziende, ai trasporti, all’accesso alla casa e ai servizi. E servono responsabilità precise da parte delle istituzioni, perché gli strumenti in parte già esistono e devono essere messi concretamente e pienamente a sistema”.
“L’agricoltura veneta può continuare a essere un’eccellenza soltanto se alla qualità dei suoi prodotti corrisponde la qualità del lavoro – conclude la segretaria provinciale FLAI CGIL –. Il contrasto allo sfruttamento non può essere affidato soltanto alle denunce del sindacato o a verifiche occasionali: deve diventare una priorità politica e istituzionale”.
Ufficio Stampa