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Lavoratori in sciopero all’Agricola Tre Valli di Vazzola

Comunicati Flai - 31/03/2025

Adesione superiore al 90% e presidio questa mattina davanti allo stabilimento del Gruppo Veronesi
Lavoratori in sciopero all’Agricola Tre Valli di Vazzola
I Sindacati di categoria richiamano l’azienda dell’alimentare a migliorare le condizioni lavorative dei dipendenti: carichi di lavoro insostenibili

 

Carichi di lavoro insostenibili, carenza di personale, eccessivo peso del prodotto, insufficiente rotazione alle postazioni, malattie professionali in aumento, scarsa disponibilità da parte dell’azienda al confronto con le organizzazioni sindacali e i lavoratori sul tema salute e sicurezza. Sono alcuni dei motivi che hanno spinto le sigle sindacali Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil territoriali a dichiarare lo stato di agitazione allo stabilimento dell’Agricola Tre Valli di Vazzola, con sciopero per l’intera giornata di oggi, lunedì 31 marzo, e presidio davanti al sito di Vazzola. A incrociare le braccia, più del 90% dei 450 lavoratori, di cui 338 hanno contratti stabili e 112 a tempo determinato.

Al centro della protesta, l’atteggiamento dei dirigenti di stabilimento riguardo ai problemi da mesi denunciati da sindacati, Rsu e lavoratori, definito quanto meno poco collaborativo da parte di Flai, Fai e Uila.

“C’è un problema di fondo - spiegano Barbara Zunnui della Flai Cgil Treviso, Andrea Meneghel della Fai Cisl Belluno Treviso e Michele Gervasutti della Uila Uil Treviso Belluno - legato ai carichi e ai ritmi di lavoro ormai insostenibili, che impattano pesantemente sulla salute dei lavoratori e delle lavoratrici. Lo dimostrano diversi fattori: l’aumento delle malattie professionali dovute alla cronicizzazione di alcune patologie riguardanti soprattutto arti e schiena, il forte assenteismo per malattia (intorno al 10%) e le numerose dimissioni volontarie, una ventina negli ultimi mesi. I dipendenti sono allo stremo, affaticati da carichi eccessivi, lavori con movimenti ripetitivi e rotazioni non sempre effettuate, mancanza di organizzazione e soprattutto di risposte da parte dell’azienda”.

La proprietà, il Gruppo Veronesi, l’anno scorso ha avviato una procedura di mobilità volontaria: un’uscita incentivata per i lavoratori a cui mancavano due anni al requisito pensionistico. Un’operazione formalmente finalizzata al ricambio generazionale, ma che nei fatti si è rivelata una riduzione di personale, perché le uscite (24) non sono state compensate con nuove assunzioni. “La diminuzione del personale con l'aumento del carico lavorativo - sottolineano Flai, Fai e Uila - ha acuito i disagi: il personale è passato dai 482 dipendenti del 2023 ai 450 del 2024, dei quali uno su quattro è a tempo determinato. È evidente come la carenza di personale si riversi ulteriormente sulle condizioni lavorative dell'organico”.

Dall’azienda sindacati e lavoratori attendono risposte e azioni concrete. “Chiediamo - concludono - che vengano affrontate tutte le questioni, a partire da quelle legate alla salute e alla sicurezza: rotazione delle postazioni, verifica del peso del prodotto, riduzione della velocità delle linee, integrazione del personale dimissionario, riduzione dei carichi di lavoro, chiarezza sulla politica occupazionale”.

 

Uffici Stampa