
MERMEC DI BADOERE, RSU E FIOM CGIL: "DIPENDENTI IN SCIOPERO PER MIGLIORARE LE CONDIZIONI DI LAVORO"
Domani, mercoledì 22 luglio, proclamate 8 ore di sciopero per l'intero turno di lavoro. Al centro della protesta reperibilità, trasferte, superminimo, mensa, smart working e la decisione unilaterale da parte dell’azienda di armonizzare le condizioni di lavoro nelle diverse sedi, senza aprire una reale trattativa. Una scelta calata dall’alto con conseguente ed inevitabile peggioramento delle condizioni attuali. La mobilitazione arriva in una fase delicata per il Gruppo, interessato dall'acquisizione da parte di Siemens Mobility.
Dopo mesi di confronto tra FIOM CGIL Treviso, Rsu e direzione della Mermec Spa di Badoere di Morgano, il negoziato per migliorare le condizioni di lavoro dei dipendenti si è concluso con una brusca frenata da parte dell'azienda. Ovvero, la decisione unilaterale di armonizzare le condizioni lavorative nelle diverse sedi, senza affrontare una reale trattativa. Una scelta che si traduce in un reale peggioramento delle condizioni di lavoratori e lavoratrici. Ciò ha portato il sindacato a proclamare 8 ore di sciopero per l'intero turno di lavoro nella giornata di mercoledì 22 luglio.
La mobilitazione interessa uno stabilimento altamente qualificato, composto prevalentemente da ingegneri, tecnici e personale impiegatizio, specializzato nello sviluppo di tecnologie per il settore ferroviario. Nel 2024 i lavoratori avevano eletto per la prima volta la rappresentanza sindacale aziendale, scegliendo una Rsu interamente espressione della FIOM CGIL, aprendo una nuova fase di relazioni sindacali con l'obiettivo di costruire un contratto integrativo capace di rispondere alle esigenze del personale.
Le richieste avanzate riguardano temi concreti e quotidiani: una disciplina più equa della reperibilità, regole chiare sulle trasferte, la tutela del superminimo individuale, una revisione dei costi del buono pasto e una regolamentazione dello smart working che valorizzi un'organizzazione del lavoro moderna e attenta all'equilibrio tra vita privata e professionale.
“La disponibilità dimostrata dai lavoratori e dalla Rsu durante tutta la trattativa – dichiara Francesca Cagnola della FIOM CGIL di Treviso – non ha trovato un'adeguata risposta da parte dell'azienda. Di fronte a una sostanziale chiusura sui principali temi oggetto del confronto, lo sciopero rappresenta una scelta necessaria per riaffermare il valore della contrattazione e il rispetto delle persone che ogni giorno contribuiscono ai risultati dell'impresa”.
La protesta si inserisce inoltre in un momento particolarmente significativo per il futuro dell'azienda. Nelle scorse settimane, infatti, Siemens Mobility ha annunciato la firma di un accordo per acquisire attività chiave del Gruppo Mermec, operazione il cui perfezionamento è previsto entro la fine del 2026, subordinatamente alle autorizzazioni previste. L'obiettivo dichiarato è rafforzare il portafoglio tecnologico ferroviario del gruppo tedesco e consolidarne la presenza industriale in Italia.
“Proprio perché l'azienda si trova davanti a un passaggio strategico così importante – prosegue Cagnola – riteniamo indispensabile che vengano riconosciuti il ruolo e il contributo delle lavoratrici e dei lavoratori. Innovazione, crescita e sviluppo non possono prescindere dalla qualità del lavoro e dal riconoscimento dei diritti di chi ogni giorno mette a disposizione competenze elevate e professionalità”.
Con lo sciopero del 22 luglio la FIOM CGIL e la Rsu intendono lanciare un segnale chiaro all'azienda: riaprire il confronto con un atteggiamento costruttivo e arrivare a soluzioni concrete sulle rivendicazioni presentate in tempi brevi. “La nostra disponibilità al dialogo non è mai venuta meno – conclude Cagnola – ma il confronto deve produrre risultati. I lavoratori chiedono risposte, non rinvii e zone d’ombra”.
Ufficio Stampa