
La FIOM CGIL di Treviso esprime la propria indignazione e il profondo sconcerto per il questionario distribuito dall'azienda Bluergo, che chiede ai dipendenti di decidere chi deve essere licenziato. Questa pratica, che trasforma un momento di crisi e già drammatico in un gioco crudele, è un attacco alla dignità dei lavoratori e una manipolazione inaccettabile della solidarietà che dovrebbe regnare tra colleghi.
“Il questionario, presentato come un'indagine interna per "testare il clima aziendale", in realtà è una mossa scellerata che sposta la responsabilità del licenziamento sui lavoratori stessi. È inaccettabile, in un contesto di vera responsabilità, scelte aziendali di questo tipo vanno governate con serietà e coinvolgimento di chi i lavoratori li rappresenta, ovvero è portatore dei loro interessi collettivi e individuali e non di un’opinione di un frangente. Come se non bastasse, la richiesta di indicare nome e cognome amplifica la pressione psicologica su ogni singolo dipendente, trasformando un ambiente di lavoro già teso in un campo di battaglia”.
Manuel Moretto, Segretario Generale della FIOM CGIL di Treviso, non ha risparmiato critiche nei confronti di questa strategia: "Quello che stiamo assistendo non è solo una mancanza di rispetto nei confronti dei lavoratori e delle lavoratrici, ma un tentativo di disgregare il tessuto sociale di un'azienda. In un momento di difficoltà, l'unità dovrebbe essere la risposta, non la divisione. Questi metodi non rappresentano nemmeno una consultazione democratica. Non permetteremo che i lavoratori siano costretti a giocare a questa partita umiliante."
Già a dicembre scorso abbiamo convocato le assemblee dei dipendenti al fine di prendere le distanze da tale allucinante iniziativa, che mina il principio stesso della gestione delle crisi aziendali, riportano dalla FIOM trevigiana.
“Il Sindacato si schiera al fianco dei lavoratori e lavoratrici di Bluergo, chiedendo un incontro urgente con la direzione per chiarire le reali intenzioni dell'azienda e contrastare questa deriva pericolosa. I diritti dei lavoratori e delle lavoratrici non possono essere messi in discussione e la dignità non deve mai essere compromessa”.
“In attesa di sviluppi, invitiamo tutti i lavoratori e le lavoratrici a rimanere uniti, evitare di prestare il fianco a questa mossa inaccettabile e a far sentire la propria voce. La solidarietà e la coesione sono la nostra migliore arma contro queste pratiche scorrette e distruttive - conclude il segretario generale Moretto”.
Ufficio Stampa
Moretto Manuel
Segretario Generale FIOM CGIL Treviso