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APPALTI PUBBLICI, GARE DESERTE. IMPRESE E SINDACATI: “EVITIAMO QUESTO SPRECO. PREZZI BASSI, BUROCRAZIA E SCARSA PROGRAMMAZIONE METTONO A RISCHIO INVESTIMENTI E OCCUPAZIONE”

Comunicati Fillea - 17/03/2023

APPALTI PUBBLICI, GARE DESERTE. IMPRESE E SINDACATI: “EVITIAMO QUESTO SPRECO. PREZZI BASSI, BUROCRAZIA E SCARSA PROGRAMMAZIONE METTONO A RISCHIO INVESTIMENTI E OCCUPAZIONE”

L’appello di Ance Treviso sezione autonoma Confindustria Veneto Est e di Fillea Cgil e Feneal Uil

(Treviso – 16.3.2023) - Anche in provincia di Treviso si moltiplicano i casi di appalti pubblici al palo perché le gare vanno deserte, con rischio di perdere investimenti, occupazione e gli stessi fondi stanziati dal PNRR.

“Dobbiamo evitare questo spreco – dichiara Paola Carron, Presidente della Sezione autonoma Ance Treviso di Confindustria Veneto Est – rimuovendo gli ostacoli che impediscono l’incontro tra domanda e offerta. Voglio innanzitutto ribadire che le imprese sono e saranno interessate a partecipare alle gare per appalti di opere pubbliche e dobbiamo comprendere bene perché in questa fase non lo fanno e sono costrette loro malgrado a rinunciare”.

Ance, con la collaborazione dei Sindacati dell’edilizia, ha analizzato in dettaglio la situazione, e le questioni emerse fanno capo ad almeno due ordini di problemi, di tipo economico e di tipo organizzativo e programmatorio.

“La prima causa – spiega Paola Carron – è che ci sono stazioni appaltanti che fanno gare su prezzari non aggiornati, nonostante gli incrementi a doppia cifra di tutte le materie prime: + 37,25% acciaio, + 34,3% il bitume, senza contare i prezzi dell’energia (+ 142,5) e del gas (+179,8%). Costi che solo parzialmente vengono compensati dalle misure di sostegno come il decreto Aiuti, spesso applicato in modo parziale con aumenti dei prezzari applicati in misura insufficiente ed a volte addirittura ribassati, considerando anche che, al momento, sono stati pagati alle imprese solo il 13% dei fondi relativi al secondo semestre 2021 e appena il 2% per il primo semestre 2022”. “C’è poi l’elevata concentrazione di gare in tempi ristretti, che non consente alcuna programmazione d’impresa”.

“I nostri uffici – ribadisce il direttore di Ance Treviso Felice Costa –  ricevono ogni giorno telefonate di imprenditori che segnalano carenze progettuali e prezzi fuori mercato. In particolare riscontriamo come spesso vengano effettuati tagli sulle voci relative alla manodopera e questo mette a serio rischio non solo la possibilità di formulare un’offerta congrua, ma anche la possibilità di portare a termine l’opera stessa”.   

Ance nazionale ha chiesto al Ministero delle Infrastrutture di anticipare le risorse a stazioni appaltanti e imprese in attesa dell'istruttoria, con lo scopo di velocizzare i tempi. Inoltre è necessario uno svincolo progressivo della cauzione definitiva dell'impresa aggiudicataria per liberare liquidità in vista dell'elevato numero di appalti che andranno in gara.

“Un altro grosso ostacolo che abbiamo segnalato – continua Carron - è il fatto che le stazioni appaltanti non applicano l’indicazione della Presidenza del Consiglio volta a derogare la clausola che impone l'impiego del 30% di donne e giovani negli appalti Pnrr nei casi in cui non sia possibile rispettarla. Le stazioni appaltanti usano pochissimo questa indicazione. Oggi nel settore abbiamo il 9% di donne: chiedere il 30% di operaie su tutti gli appalti del Pnrr limita moltissimo la partecipazione delle imprese”.

 

“Non può esserci sviluppo sostenibile e buona occupazione, anche trainata dai fondi PNRR, senza una seria politica industriale del settore delle costruzioni – sottolineano i segretari generali di FILLEA CGIL Treviso, Veronica Gallina, e di FENAL UIL Treviso Angelo Pandolfo -; serve allora una legge quadro ad hoc per la rigenerazione urbana, che ponga le base a una nuova pianificazione urbanistica, basata su maggiori risorse e che dia strumenti partecipativi, in coerenza con gli obiettivi del Next Generation Eu e dell’Agenda ONU per città sostenibili. Sostenibilità è lavoro di qualità, per questo, proprio a partire dagli appalti pubblici, non si può prescindere alla puntuale e scrupolosa applicazione dei CCNL edili in tutti i lavori già previsti dalla legge del 2008. Vincoli stringenti – aggiungono Gallina e Pandolfo –, anche attraverso un miglioramento del nuovo Codice degli appalti, per combattere l’irregolarità, schermarsi contro le infiltrazioni criminali e abbattere ogni forma di dumping contrattuale, disfunzionale alla corretta concorrenza tra le imprese e all’autoregolamentazione del mercato”.

 

“Non possiamo dimenticare che in gioco non c’è solo la produzione e dunque il lavoro – continuano i vertici di FILLEA CGIL e FENEAL UIL trevigiani –, ma l’impatto del costruito sul territorio e sull’ambiente e dunque sulla qualità della vita. Riqualificare, rigenerare, raggiungere obiettivi di efficienza energetica, sicurezza antisismica devono essere il mantra delle politiche nazionali e l’orizzonte di buon senso dei nostri amministratori regionali e locali. Anche solo, nel richiedere con forza al Governo nazionale risorse e strumenti normativi appropriati alla progettazione delle città e del territorio del futuro, dove ambiente, infrastrutture e servizi quali scuole, luoghi di cura e di assistenza, edilizia popolare coesistano in modo armonioso e realizzino in benessere delle comunità”.

 

“Per questo, come sindacati dal territorio, con i lavoratori e lavoratrici, parteciperemo alla mobilitazione e alla manifestazione del 1° aprile a Torino indetta dalle nostre Sigle nazionali di FILLEA CGIL e FENEAL UIL”.